(ilsole24ore.com)
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Aggiornato il 9 gennaio 2026 alle ore 7:00

Il Venezuela ha liberato due italiani detenuti nelle carceri del paese. Si tratta dell’imprenditore Luigi Gasperin e di Biagio Pilieri.
Il giornalista e politico italiano Biagio Pilieri è fra i detenuti politici rilasciati nella notte italiana delle autorità di Caracas. Lo scrive il quotidiano venezuelano Nacional. Pilieri, 60 anni, che ha il doppio passaporto, era stato arrestato nell’agosto del 2024 come oppositore del regime di Maduro ed era detenuto nell’Helicoide, uno dei carceri più duri del Venezuela.
C’è speranza per altri due italiani detenuti.
Le autorità venezuelane non hanno fornito un elenco di nominativi e si auspica la liberazione di altri italiani fra cui il cooperante Alberto Trentini, in carcere da oltre 400 giorni e Mario Burlò, da oltre un anno in cella senza ’chiari motivi’.
L’annuncio di Caracas
Il presidente dell’Assemblea del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato ieri la “liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri”. Rodríguez ha affermato che la decisione è stata presa in modo “unilaterale” dal governo di Caracas con l’obiettivo di “favorire e raggiungere la pace”.
Tra i detenuti rilasciati da Caracas due oppositori politici venezuelani
Tra i detenuti liberati dal Venezuela figurano anche Rocío San Miguel, esperta di questioni militari venezuelane, ed Enrique Márquez, ex candidato presidenziale e figura di spicco dell’opposizione al chavismo. Lo riporta El Pais. Secondo l’accusa, San Miguel avrebbe preso parte a un complotto per assassinare Maduro, un caso inconsistente secondo le organizzazioni per i diritti umani, mentre Márquez si era opposto al riconoscimento della vittoria di Maduro nelle ultime elezioni presidenziali, nel luglio 2024, e da allora era in carcere.
Almeno 28 gli italo-venezuelani detenuti a Caracas
Oltre ad Alberto Trentini, ci sarebbero altri 27 connazionali coinvolti per motivi legati alla politica, all’attività professionale o all’espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro.
Tra i casi più noti si segnalano Daniel Enrique Echenagucia, imprenditore di Avellino, arrestato con la famiglia il 2 agosto 2024. Rilasciati i familiari, lui è scomparso per settimane. Dopo la sparizione forzata, oggi è detenuto a El Rodeo I, quasi in stato di isolamento totale.
Da oltre un anno in carcere anche Mario Burlò, imprenditore torinese, trattenuto secondo i familiari senza motivi chiari. Burlò sarebbe partito nel 2024 per andare in Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, ma non è più tornato. “Non lo vedo dal novembre 2024. Mi aveva detto che sarebbe partito per il Venezuela”, ha detto la figlia in un’intervista al Corriere della Sera di Torino, affermando di averlo sentito solo a “ottobre scorso, dopo undici mesi senza alcun contatto”. La famiglia ha parlato di una chiamata “molto breve”. “Non ci siamo detti molto. Ovviamente la conversazione era controllata. Ne ho certezza, perché sentivo in sottofondo una voce che in spagnolo diceva: ”Tres minutos, dos minutos, un minuto màs...“. Abbiamo parlato un po’ di cose nostre e di quanto ci mancavamo”, le parole riportate dal Corsera.
Ma la lista non si ferma a Burlò. Son infatti molti gli italiani che si trovano nel famigerato El Helicoide, struttura carceraria di Caracas, tristemente nota per l’isolamento e i duri interrogatori: Gerardo Coticchia Guerra, Juan Carlos Marruffo Capozzi, Perkins Rocha e Hugo Marino, quest’ultimo scomparso nel 2019. Anche loro rientrano nell’elenco dei cittadini italiani detenuti per motivi politici. Le loro storie evidenziano lunghe settimane di isolamento e incertezza, difficoltà di comunicazione con le famiglie e gravi rischi per la salute.