Penso a Fiat, Alfa Romeo, Buitoni, oda Iveco, e simili altri marchi, che sono nati in Italia e sono stato motivo di vanto nel passato, ma che per delocalizzazione o per acquisizione, di Italiano hanno ormai quasi solo il nome.

Perchè in tv, sui social, nelle conferenze e nei podcast si continua a parlare del genio imprenditoriale italiano, di grandi marchi italiani, quando questa realtà è vecchia?

Io ho 26 anni, e nella mia vita cosciente ho solo visto aziende andarsene, marchi allontanarsi dall'Italia e i vari governi lodarne lo stesso l'impresa.

Non riesco a capire che gloria possiamo trarne noi oggi, nè che soft power ci possa giungere, a continuare a finanziare e sponsorizzare marchi ormai non più nostri.

  • Chi non ha mai guidato una Buitoni 

    Preferisco le Barilla, le penne rigate hanno una accellerazione paurosa poi hanno buon bagagliaio e non consumano troppo.

    Tengono sicuramente meglio, anche se c'è del sugo in strada, ma per la pista meglio le penne slick

    poi si sa che le righe fanno andare tutto più veloce

    Dopo anni di pasta sfoglia buitoni sono passato alla stuffer. Hanno cambiato qualcosa

    Ahhahahhahah in effetti messa lì in mezzo non centra una mazza

  • Perché finché ci sono stabilimenti in Italia si supporta il Paese e la filiera che ancora è presente.

    Per molti di uesti marchi gli stabilimenti son spariti, e queli rimanenti son delegati a progetti vecchi in attesa di cessare la produzione

  • Beh che ora il proprietario sia americano o cinese e che abbia ottimizzato I processi e cambiato politiche e gerarchie non significa che non ci lavorino cervelli e manodopera italiani, in Italia. Questo secondo me vale più di zero.

    Detto questo anche a me da fastidio se si dice che la pasta Barilla è normale pasta italiana.

    Comunque credo sia un processo psicologico di base e molto comune quello di sentirsi più sicuri con cose che si conoscono.

    Vero, ma pensando a Stellantis che coccoliamo ancora come se fosse tutta qua e continua a delocalizzare, un po' me girano

    Stellantis è una vergogna perché la loro gestione fa cagare, poi per il resto potrebbe anche essere in mano agli aborigeni australiani se la gestione fosse fatta in maniera almeno competente.

    Beh che ora il proprietario sia americano o cinese e che abbia ottimizzato I processi e cambiato politiche e gerarchie non significa che non ci lavorino cervelli e manodopera italiani, in Italia.

    Ma la ricchezza prodotta viene estratta e trasferita all'estero, il netto è negativo.

    La ricchezza "netta" dopo spese, stipendi e tassazioni varie viene comunque trasferita agli azionisti, qualsiasi sia la loro provenienza o locazione. Cosa intendi con "netto negativo"? Se il "netto" è in negativo l'azienda è in perdita.

    La stessa multinazionale può essere in perdita qua in Italia ed in attivo in Irlanda ed Olanda, a volte funziona così, anzi dopo una certa dimensione, funziona sempre cosi.

    ... OK, ma comunque stipendi e affitti vengono pagati, ed il valore azionario dell'azienda comunque è presente. Cioè, i soldi devono andare da qualche parte, e visto che parliamo di consiglio d'amministrazione e proprietari dell'azienda, non credo faccia alcuna differenza se i soldi vanno a questo o quello, anzi, spesso essere proprietario di un'azienda vuole solo dire avere tot azioni in più di qualche altro investitore, quindi vuol dire meno di una fava. L'unica differenza sostanziale è quando vengono chiusi stabilimenti o spostati in qualche altro paese, o quando viene radicalmente stravolta la strategia dell'azienda in negativo, cose che sono fattibilissime ed avvengono anche con proprietà italiana.

  • Gli italiani son strani, quando il "nostro" genio crea qualcosa di speciale in Italia giù di critiche e astio da erba del vicino. Vedi l'esempio recente di Bending Spoons. Quando il genio decide di levare baracca e burattini (e fa bene) invece la priorità sembra essere piantare la bandierina "Eh, ma è italiano, orgoglio nostro eh eh".

    Pensa che c'è gente che è orgogliosa del fatto che l'algoritmo di Google fosse in buona parte italiano, invece di essere incazzata nera del fatto che Google non sia nata in Italia.

    Bending Spoons è un animale spazzino che si ciba di cadaveri dai nomi altisonanti per convincere nuovi investitori.

    …come tante altre realtà nel mondo che sono rispettate e rispettiamo.

    Però bending spoons è italiana e quindi giù di critiche

  • Perché gli italiani sono... Siamo, strani: se un qualcosa è in via di sviluppo o se qualche imprenditore o peggio realtà statale/parastatale ci prova tendiamo a guardarlo con sufficienza se non direttamente a criticare la qualunque... Spesso con la solfa del "C'è altro..."

    Quando poi, invece e contro tutti, questi arrivano da qualche parte e, soprattutto, quando prendono armi e bagagli e se ne vanno, allora sì che vale la pena di rivendicare che NOI abbiamo...

    È un po' il classico "Armiamoci e partite", ma al contrario: Armatevi e, poi, partiamo...

  • Sì, è un po' come dire che la Germania può dormire sonni tranquilli perché, se da un lato si spengono le catene produttive della Volkswagen, dall' altro la catena Aldi è sempre più forte all' estero...

    però mi pare che da quelle parti non si stiano esattamente mettendo il cuore in pace...

    piagnoni e affamati di karma pure loro?

    o forse non si può comparare l'industria alimentare col valore strategico, economico, tecnologico e soprattutto con l'indotto dell' industria pesante?

    Molto sinceramente, col karma mi ci pulisco il culo, proprio non mi interessa, volevo sapere l'opinione delle persone su questo argomento.

    Per quanto riguarda ciò che hai portato sul tavolo, ben venga, Ferrero ad esempio è una delle aziende che mi ha sempre stupito, anche per come è riuscita ad evitare di invischiarsi nella baraonda dell'indicizzazione in borsa.

    Però l'argomento su cui chiedevo un contributo era quello nella direzione opposta a quella che hai considerato.

    Molto bene le aziende italiane che acquisiscono, ma perchè continuare a vantarsi anche di aziende che non ci appartengono più?

  • Una volta si sapeva di dare lavoro a persone in Italia, si sapeva che se si rompeva un pezzo, per quanto grave con 50 mila lire lo sostitutivi. Ora non c'è differenza, anzi vogliono 20k per una panda in plastica con un autonomia da postazione di ricarica all'altra. Quindi niente gloria da qui in avanti.

  • perchè se andassi a vedere quanti e quali marchi sono quelli che sono veramente rimasti italiani ( e per rimasti italiani intendo sede operativa e soprattutto sede fiscale in italia ) ti verrebbe il magone.

    Eviterò hahahaa

  • Perché se devo scegliere fra una Toyota ed una Fiat scelgo la Toyota

  • La retorica vomitevole che spinge a leccare il culo a miti passati o spesso anche finti è una malattia cronica italiana... Non solo marchi imprenditoriali ma anche culturali come musica e arte italiana. Siamo un paese in stato di coma e l'ego nazionale non può accettarlo, perciò si attacca a tutto. Anche perché se togli queste stronzate la TV italiana di cosa altro può parlare tutto il tempo? Non lo guarda nessuno, ma domenica in must go on, il baraccone rai va tenuto in piedi.

  • Finché ci sono stabilimenti e quindi lavoratori in Italia il marchio va difeso, se non per le tasse sui profitti che molti pagano all’estero, almeno per i lavoratori e famiglie che sostiene (e che pagano le tasse).

    Le delocalizzazioni sono spesso obbligate per la sopravvivenza dell’azienda, che ha a che fare con un mercato globale che lotta a livello tecnologico e di prezzo. E spesso alcuni lavoratori in quegli stabilimenti all’estero sono proprio italiani, perché le nostre aziende si portano dietro un capitale di conoscenze e tecnologia che all’estero ci invidiano e che noi difendiamo.

    Ma proprio perchè questo capitale si porta all'estero il paese ne rimane impoverito, che sia economicamente o intellettualmente.

    Capisco il discorso di competizione economica estera, ma vantarsi di non essere vantaggiosi competitivamente mi sembra assurdo...

    Gli stipendi di chi lavora negli stabilimenti in Italia pagano le tasse in Italia, così come gli stipendi degli italiani all’estero negli stabilimenti esteri. Il bilancio per il paese resta attivo. Perdiamo i profitti, ma se perché la sede finanziaria è in un altro paese UE dove si pagano meno tasse è fatto per mantenere la competitività e quindi mantenere aperta l’azienda e quindi garantire gli stipendi e quindi garantire il bilancio per il paese in positivo.

    Che intendi con il “vantarsi di non essere competitivi”? Da quello che vedo e sento è vissuta male, non motivo di vanto