Persona in pieno uso delle facoltà mentali compila i moduli forniti da associazioni che indicano di depositarli in comune, e poi?
Medici; infermieri; parenti; pazienti… quali sono le vostre esperienze e consigli?
Qualcuno infine li guarda e li segue se non c’è nessuno in carne ed ossa che li porti e faccia da “avvocato”?
Tutti ad assicurare di sì, però a domanda diretta anche agli operatori sanitari di pronto soccorso e altri livelli di assistenza… il gelo.
Nella mia esperienza fanno eccezione medico di base che dice di non sapere come fare (sua risposta standard ad ogni cosa oltre l’impegnativa di visita/esame/ farmaco più comuni); e sindaco che ammette che vengono guardati post mortem… per evitare di accollarsi le spese funerarie.
Se io so già che una terapia è dannosa; che ho risposta avversa a dei farmaci; se non voglio mi sia applicato un trattamento, come posso assicurarmi che vengano evitati?
Grazie!
https://www.fedcp.org/dat
Fortunatamente è diventato semplice. (Lo farò anche io a breve). Compili il modulo e lo depositi in comune.☺️
Temo di avere scritto poco chiaramente. Quanto segnali lo do per scontato e sono tutti felicemente d’accordo… ma, la domanda è: chi, quando, e se, si va a guardare quanto depositato.
Se ho gravi reazioni ad un farmaco e non riesco a comunicarlo in pronto soccorso me lo danno lo stesso? comprensibilmente non passano dal comune. Nemmeno su app del 112 si può segnalare.
Se il parente più prossimo è violento (ma non c’è prova per dimostrarlo) e non voglio sia avvertito? Chi si occupa di trovare i parenti passa prima in comune a chiedere un modulo che, per ammissione del sindaco, viene guardato per capire chi paga il funerale?
Se anche ho la fortuna, che non è per tutti, di avere un fiduciario, chi lo avverte se mi ricoverano (magari lontano da casa, già accaduto).
Tutte queste domande le ho già poste ad ognuna delle parti in causa e le risposte erano “caduta dal pero” o silenzio congelato.
Per questo ho chiesto nuovamente online per capire se qualcuno ha risposte o esperienze, da paziente o da addetto ai lavori, migliori.
Ah ok,allora penso che puoi direttamente scrivere all' associazione che è promotrice di questa iniziativa ed è la più ferrata sul tema,ovvero Luca Coscioni . https://www.associazionelucacoscioni.it/cosa-facciamo/fine-vita-e-eutanasia la figura di marco cappato insomma,che penso tu conosca già ☺️
Esatto… anche loro (spiegata situazione complessa) mi dicono tutto bene, tutto felice, poi però sono già successi guai grossi e nulla ha funzionato come ho già scritto due volte. Ho chiesto anche ad un infermiere di p.s. che ho scoperto poi essere membro dell’associazione che nomini e, sull’operatività della questione, anche lui silenzio totale.
Come si comprende spero non mi interessa fare causa dopo, ammesso di arrivarci in vita; mi interessa salvarmi le piume subito se succede qualcosa.
Cari operatori come cavolo fate in realtà? Cari malati, fiduciari o parenti… esperienze che la cosa ha funzionato ne abbiamo? Grazie ❤️
alle persone in generale in questa vita non viene nemmeno concesso di scegliere pienamente come viverla, figurarsi deliberare su come deve concludersi
Effettivamente tutto bello sulla carta, ma poi arriva “l’urgenza dal pronto soccorso” ….il 96 enne a cui “va assolutamente fatta” una gastroscopia/colonscopia…..e cosa succede? Nulla, facciamo firmare il solito consenso, nessuno si informa di nient’altro.
No, non funziona, ci sono tanti esempi a riguardo. Consiglio il podcast su Sibilla Barbieri a riguardo.
Troppi puttanieri paladini della famiglia classica, fan di Jesus e del cane bianco che abbaia dal balcone, che pretendono di decidere cosa ognuno debba fare della propria vita e della propria morte.
Anche un passo indietro: se sono allergica a farmaco “x”; se con terapia standard “y” so già che rischi di accopparmi, e tu medico hai modo di saperlo, siamo entrambi d’accordo che stiamo decidendo per la mia vita…