Con il fatto che possono farti apprendistato fino ai 29 anni, mi sembra che un po' ne approfittino e facciano apprendistati sottopagati anche a persone competenti e laureate che potrebbero ambire a stipendi di altra caratura.
Il primo contratto dignitoso con stipendio adeguato infatti mi è stato proposto a 30 anni...
Non so se sia solo la mia esperienza o se il 'favorire l'inserimento dei giovani con agevolazioni fiscali' sia una lama a doppio taglio che poi porta a stipendi bassi e contratti instabili.
Sembra quasi che lo stipendio adeguato sia arrivato più che per un mio miglioramento delle competenze, perché avevo compiuto 30 anni e non potevano più sfruttarmi
Ciao redditor,
Qui si parla di lavoro e carriera, si fanno domande e ci si scambia opinioni ed esperienze.
Hai già letto la nostra Wiki? Molto probabilmente la tua domanda ha già una risposta in quella pagina.
Devi fare un colloquio o hai già iniziato il processo di selezione e vuoi sapere se l'azienda è tossica? O magari vuoi sapere se l'offerta che ti hanno fatto è buona? Dai un occhiata al menù in alto e clicca su "Recensioni Aziende", verrai rimandato su TechCompenso, dove potrai trovare le informazioni che ti servono.
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Sbagli, sei un ragazzo anche a 40 anni. In 10 anni perdi il diminuitivo.
A me quando ne avevo 28 hanno detto che stavo andando fuori mercato...
Probabilmente intendevano fuori mercato per gli stage.
Dio che paese ridicolo l'Italia.
Lol
Si, poi però arrivato a 30 anni diventi magicamente e ,soprattutto, immediatamente un quasi pensionato, specie se vuoi fare cambi importanti di carriera. Non è fantastico?
L'Italia premia storicamente l'anzianità di servizio e non le capacità.
E non è una tua opinione, c'è nel CCNL
Questo estratto è da un paper che, sebbene sia rivolto al settore pubblico, offre uno spaccato perfetto della mentalità di fondo presente ancora oggi nel mondo del lavoro italiano:
[...] To ensure independence and competence, additional rules about personnel specified recruitment and career arrangements. Civil servant careers were subjected to administrative law and not to the rules of private employment, which entailed substantial job security. Moreover, civil servants had to pass a public examination to enter the administration: the concorso. Personnel was organized hierarchically, career advancement was based almost exclusively on seniority, and the entire career path had to take place in the ministry in which the competition was won. Therefore, personnel regulations entailed low internal mobility and closure towards the outside. Bureaucrats had a clear path to the top and could be sure about their future income and benefits (Cassese 1984; Lewanski and Toth 2011; Pastori 1997). These rules did not represent a radical departure from previous legal arrangements. The Constituent Assembly favoured a liberal administrative model, that is, along the lines of pre-fascist arrangements (Dente 1977; Pastori 1997; Sepe 2018).
Loyalty and rewards over competence and responsibility
However, a profound discrepancy existed between what was stipulated by the Constitution– and connected legislation– and actual practices. The new constitutional ideals of competence, meritocracy, and functionality were not followed up in practice. Since entry examinations relied on old and inadequate evaluation techniques, such as open questions, systematic and objective evaluation of candidates was difficult (Giannini 1979; Lewanski and Toth 2011; Pastori 1997). Additionally, knowledge evaluation did not affect career advancement, which was primarily based on seniority (Cassese 1984). Legal education was predominant (more on this below), and the concorso and the career advancement system erected high barriers to entry for experts from other disciplines. [...]
With regard to responsibilities, civil servants enjoyed very limited effective autonomy, only executing decisions and carrying out routine activities (Kickert 2005; Lewanski and Toth 2011; Pastori 1997). In other words, in Italy both key elements of a trustee-type competence-based public service bargain– bureaucrats providing expertise in exchange for policy-making responsibilities– failed to materialize in the immediate post-war period. Instead, the public service bargain that emerged was an agency bargain where loyalty was exchanged for rewards. Concerning loyalty, politicization continued to be pervasive and administrative actions were subjected to the influence of politicians, who could exert control over the administration. Clientelism was widespread (Cassese 1993; Kickert 2005; Lewanski and Toth 2011). For instance, while recruitment took place through the concorso, recruiters were often biased (Giannini 1979). The main attitude of bureaucrats towards politicians was one of submission and acquiescence. In return, bureaucrats gained job security and employment benefits such as career advancement based on seniority (Battistelli and Amendola 1995; Bellucci 1995; Cassese 1984). Bureaucrats did not oppose clientelism, but instead exploited it to get employment guarantees (Lewanski and Toth 2011; Pastori 1997). Rewards and career progression were highly predictable. In fact, predictability and safety were what attracted bureaucrats-to-be in the first place (Aberbach, Putnam, and Rockman 1981; Kickert 2005).
Guarda, se penso a "me stesso" 15 anni fa e "me stesso" adesso.. capisco chiaramente la differenza tra un Junior di belle speranze ed un (quasi, spero a breve, vediamo a giugno) Senior che ha idea di quello che sta facendo.
Ho avuto tante idee intelligenti tante quante ne avute di stupide per fare più budget / per fare più obiettivi / per raggiungere un obiettivo che non era nei piani dell'azienda ma che io - che sono laureato, che lavoro da due anni, che sono bravo - ritenevo fosse fondamentale per il buon futuro di una multinazionale che fattura XX miliardi e che mi ha permesso di incrementare la redditività del portafoglio clienti di 250 Euro/anno.
Poi ti rendi conto delle sciocchezze, ti rendi conto delle cose importanti e ti rendi conto che in alcuni casi è corretto allinearsi anche se non condividi l'obiettivo o la logica sottostante. Ho imparato dove posso "alzare" la voce con il responsabile, dove posso alzare la mano in riunione, come far passare in un call con 30 persone il responsabile caprone e saccente di un altro team per quello che è con due frasi buttate lì in tutta innocenza.
Questo è la differenza.. certo, poi ci sono le competenze tecniche ma quelle pure una scimmia le impara.
Certo, soprattutto se laureato. Ma, spoiler, perché lo sei. Tecnicamente sei un Junior, raggiunti i 6-10 anni nel tuo ruolo puoi iniziare a farti reputare un Senior, anche di fronte ad esperienze comprovabili. E se ti laurei a 25 anni e inizi subito a lavorare sarai senior a 31/32 se fai le esperienze giuste
Lavori da ufficio in 3 anni hai le skill da Senior, spesso anche in 2. Il livello di expertise in Italia è ridicolo.
No purtroppo non sono d’accordo. Anche un ruolo di segreteria o amministrativo, intendendo lavori prettamente da ufficio, in 3 anni non fanno un senior. Un senior ha affrontato scenari, situazioni diverse, ha gestito criticità e affrontate con per esempio i capi del suo capo…ha cioè anche esperienze diverse da quello che è il suo lavoro quotidiano. E in 3 anni vedi tendenzialmente un solo ufficio, una sola organizzazione, e in 3 anni non è molto probabile che tu sia diventato esperto nella gestione di situazioni che vanno oltre l’ordinario.
Oddio io entrando a lavoro la prima volta mi sono trovata con certe vecchie cariatidi che non sapevano nemmeno aprire un excel o fare una fotocopia dritta.
Ho dovuto spiegare come aggiungere i preferiti sul browser perché non lo avevano mai fatto. Avevano l'e-mail intasata di spam e non gli era mai venuto in mente di impostare un filtro con delle regole 👀 (ma roba che ci arrivavano email di escort sulla casella email del centralino). Roba da pazzi...
Onestamente dopo due mesi di lavoro effettivo sapevo lavorare come loro, ma con qualche competenza informatica in più
ahahah, poi quelli sostituiti dalla AI sono i programmatori, la signora Congetta che dice "ecchecellesse" sta in una botte di ferro
Beh ma scusami, ti occupi di servizi IT ai dipendenti? Altrimenti le competenze al pc non fanno un ruolo. Conosco e ho nel mio team gente che col pc non ci sa fare per niente, ma nel loro ambito sono dei draghi, dalla segretaria al supervisore, passando per il planner e il cost controller che sanno usare solo i loro applicativi, come dei draghi ma solo quelli. Ed è così nel team di adesso ma così anche prima, anzi ho ricordi molto più estremi in esperienze passate e sempre di gente validissima, professionisti eccezionali, ma con un pessimo rapporto col pc
No, ma mi occupavo di assistenza informatica e consulenza applicativa AI CLIENTI. Era una piccola software house italiana.
Onestamente dopo un anno di lavoro lì stavo iniziando a fare un po' la muffa, la curva di apprendimento era arrivata al picco già da un po'.
Ok che non tutti i lavori sono uguali, ma se metti una persona con laurea a fare apprendistato per un ruolo che non richiede nemmeno la laurea, forse te ne stai un po' approfittando.
Ho osato l'altro giorno dire che dopo 4 anni di lavoro si è ancora junior, specie in alcune mansioni e sono stata mangiata.
Sai dipende da molti fattori. Partendo dal presupposto che ribadisco, Senior lo ottieni dopo 6-10 anni E l’esperienza giusta (se fai il Product Manager ma per 15 anni ricopri lo stesso ruolo nella stessa azienda e/o per la maggior parte del tempo scaldi la sedia resti un Junior, per me), ci sono convinzioni con cui lotto spesso.
La prima, e mi scuso in partenza se suonerò un po’ boomer ma garantisco che non lo sono anzi quella coi boomer è un’altra mia grande battaglia ma non è questa la sede, è dei neolaureati. Ragazzi anche in gamba che però siccome sono laureati si sentono già arrivati. Quelli che per imparare qualcosa di nuovo storcono il naso, che davanti a uno palesemente più esperto gli danno contro senza pensare a quello che stanno dicendo…ecco, loro si sentono già Senior dopo un anno, che per la cronaca rientra nel periodo del “training on the job”. E non è un discorso da boomer perché gente così c’era anche quando il neolaureato lo ero anche io.
E l’altra convinzione è generata dalle società di consulenza pura. Ci lavoro con sta gente quindi conosco il mondo. Da loro sei “manager” o senior dopo 3 4 o 5 anni, a seconda dell’azienda la fuffa cambia ma è sempre tra i principi aziendali. E ci convincono tanta gente purtroppo, soprattutto i neoassunti che ancora con i baffetti sporchi di latte già si vedono grandi manager con le sorti del mondo tra le dita
Questo pensiero è la radice dell'arretratezza lavorativa in Italia. Il tempo trascorso sul lavoro non è quasi mai una metrica di bravura, efficienza ed esperienza, soprattutto con le AI in giro. In 5 anni ci saranno indiani 20enni che varranno da soliquanto reparti interi di 40enni italiani
Non sbagli, tutti i miei amici in Italia a 29 anni sono considerati junior e apprendisti che stanno imparando, e finché non finisce apprendistato o simile non si parla di scatti di carriera
Dipende dalle aziende, a me per esempio la attuale mi tratta da senior e mi ha inquadrato come tale. Quella prima sono stato uno con lo stipendio da junior per 7 anni
Ho conosciuto gente che a 29 anni, con figli, si é ritrovata in apprendistato dopo 4 anni che faceva lo stesso lavoro...
sembra un racconto erotico per imprenditori, alla fine hanno fatto 30 anni e li hanno licenziati?
No li hanno messi in apprendistato a 29 per 2/3 anni, onestamente non ricordo di preciso. Scappai da quell'azienda a gambe levate appena capii l'andazzo.
Dipende dall azienda..nel pubblico anche a 40 anni lo sei!
Ma anche fino ai 35...
E prova ad essere il manager di gente più grande di te
Sbagli, ti considerano ragazzino almeno fino ai 40 anni 🤣🤣 Questo se già lavori...
Se devi trovare lavoro invece se già stravecchio, praticamente morto e inconsiderabile, dopo i 25 anni.
Magia!
Se ti devono mandare in pensione, anche a 75 anni sei un ragazzo che puo ancora lavorare. ..
fino a 29 anni e 364 giorni sei un ragazzino apprendista da formare, appena compi 30 anni sei un vecchio di m*rda che non ha più nulla da dare all'azienda.
Un ragazzo fino a 29, dai 30 diventi un “giovane promettente” (se hai fortuna)
Fino ai 29 un ragazzino, dai 30 un vecchio non più collocabile!